Case d’autore: Hermann Muthesius
Villa Freudenberg
di Ruggero Borghi
L’architetto tedesco Hermann Muthesius (Gross-Neuhausen 1865 – Berlino 1927), ricordato dalla storiografia architettonica soprattutto per la sua militanza nel Deutscher Werkbund, fu anche un grande progettista di case unifamiliari. Il suo contributo al rinnovamento stilistico dell’architettura domestica all’inizio del secolo ha origine dalla sua attività di teorico e di profondo conoscitore della tradizione edilizia anglosassone i cui caratteri fondamentali sono puntualmente espressi in “Das Englische Haus”, il suo trattato sulla casa di campagna inglese apparso in Germania nel 1904. Quest’opera monumentale, lungi dall’essere una semplice storia della casa inglese, è in realtà un vero e proprio trattato personale sul progetto e la costruzione che contiene in nuce i principi filosofici e architettonici posti da Muthesius alla base della sua prolifica attività di progettista. I suoi committenti principali appartenevano alla borghesia colta che vedevano in lui la personalità più incline a rappresentare ed esprimere i nuovi principi esistenziali borghesi fondati su uno stile di vita sobrio, svolto a diretto contatto con la natura, ritenuto essenziale per il corretto sviluppo psicofisico dell’uomo moderno. Sono infatti le ville suburbane immerse nel verde, costruite per lo più nei dintorni di Berlino, a esprimere pienamente la concezione muthesiana dell’abitare, in equilibrio tra riforme e valori del moderno e interesse per le tradizioni, che non si limita ad affondare le proprie radici nella secolare tradizione abitativa nordeuropea ma la reinterpreta alla luce delle esigenze della nuova classe illuminata tedesca. Nelle sue case Muthesius non ripropone astrattamente l’esperienza inglese come unico modello di riferimento ma elabora una personale e articolata concezione architettonica e abitativa, fondata sulla comprensione della specifica organizzazione della famiglia tedesca, nella quale la casa è considerata espressione tanto del cato fondamentale di valori sociali e politici a cui non sono estranei anche risvolti di tipo pedagogico.

Casa Freudenberg è l’opera che meglio riassume la poetica architettonica muthesiana. Si tratta della residenza di un facoltoso commerciante costruita in un sobborgo di Berlino, Lichterfelde, ubicato alla conclusione di un viale alberato assieme che dalla strada penetra longitudinalmente nella casa. Si dispiega planarmente in virtù di un impianto ad “angolo” che riprende l’andamento sinusoidale della Rehweise: questo raffinato dispositivo planimetrico, tuttavia non rappresenta una novità assoluta poiché rimanda alla realizzazione inglese “The Barn” di E. Prior, ma consente a Muthesius di esaltare il valore rappresentativo e simbolico del fronte principale caratterizzato dalle ali laterali che sembrano idealmente abbracciare il visitatore man mano che si approssima all’atrio d’ingresso. Questo coinvolgimento non è il caso: la ricchezza e introduzione nella grandi spazi coerenti, a doppia altezza che funge da vero e proprio fulcro della cerniera distributiva, attorno a cui ruota e si sviluppa l’intero edificio.
Grazie a questo schema planimetrico e ben oltre impostato su un’impostazione invariato simmetrico ben definita, lo spazio inmestico si sviluppa dall’interno verso l’esterno ed è liberamente articolato dalla compenetrazione “a puzzle” delle singole stanze che permette di realizzare una efficiente ma non ostentata spaziale tra gli ambienti. Ciò costituisce un elemento di novità, soprattutto se lo si confronta con le contemporanee abitazioni italiane o francesi, nelle quali la distribuzione delle stanze avveniva in rigida sequenza.
Analizzando la costruzione la pianta si capisce meglio il metodo di progettazione seguito da Muthesius la cui preoccupazione fondamentale era di soddisfare innanzitutto quei requisiti di comodità e di confort degli spazi interni essenziali non solo per soddisfare le esigenze pratiche degli abitanti ma anche quelle psicologiche ed emotive. Infatti, le stanze principali collocate lungo il fronte posteriore, sono planimetricamente più articolate, dotate di pergole, e a più lati orientate con terrazze e verande, proprio per aumentare la qualità complessiva degli ambienti e permettere una migliore relazione tra gli spazi interni e il giardino che si sviluppa su due livelli alle spalle dell’edificio. Un altro aspetto singolare è rappresentato dall’articolazione dei “percorsi” interni ed esterni attentamente organizzati in funzione della percezione degli spazi e dei volumi e dell’influenza che essa esercita sul la psicologia e gli umori degli abitanti.
La sistemazione è la soluzione adottata nella hall, fatta grazie all’orientamento lungo la rampa che mette in comunicazione piano delle camere e piano terra, la vista del

padrone di casa, nel momento in cui si accinge a scendere le scale per cominciare la giornata, spazia sulla Rehweise e sul grande giardino contribuendo a metterlo immediatamente di buon umore.
In linea in casa, con il fronte principale rigorosamente simmetrico, possiede un’immagine prossima a quella delle grandi dimore di campagna inglesi, anche se la risoluzione degli esterni è più originale e compositivamente raffinata. Questa fatto e al l’origine di una sorta di ambiguità figurativa generata dalla commistione apparentemente incongruente di elementi architettonici vernacolari con altri frutto dell’elaborazione creativa dell’architetto. Basti confrontare, ad esempio, il grande tetto a falde sul retro caso del mattone faccia a vista che avevano la piena funzione di esprimere figurativamente il carattere agreste della costruzione, con il rigoroso approfondimentodei temi morfologici, compositivi e costruttivi frutto del sapiente lavoro dell’architetto e della sua capacità di risolversi originalmente.

Anche se Muthesius non può essere collocato tra i grandi innovatori dell’architettura moderna la sua opera è stata portatrice ed espressione concreta di valori sociali e pedagocici che preannunciano l’avvento di un nuovo e più consapevole modo di interpretare il lavoro dell’architetto.
Villa Freudenberg – Fig. 4
Dove Muthesius fa registrare un sostanzialle passo in avanti rispetto al modello inglese è nella muraria con la quale riesce a connotare unitariamente l’edificio grazie al controllo volumetrico delle masse, alla rifinituradel superfluo e all’eliminazione dell’ornamento che preannunciano l’avvento di un’architettura “essenziale” libera dai condizionamenti stilistici ereditati dal passato. A questi propositi è utile considerare l’attenzione del grandioso effetto, il binomio espresso dal proposito principale di mattoni anfatizzato dall’avancorpo centrale in aggetto a struttura reticolare e dai ripidi spioventi del grande tetto a falde, che dà tanto opera la tradizionale concezione illuministica della facciata quanto lo svolgimento assolutamente rigoroso del compito costruttivo sino al perfezionistico studio dei dettagli.
Anche le finestre, complanari al filo della facciata e disposte ordinatamente, contribuiscono a modificare il carattere unitario delle costruzione: inoltre esse non si limitano a essere delle semplici aperture nel muro regolarmente distribuite sul prospetto, ma sono come nella migliore tradizione nordica l’espressione più evidente del rapporto che intercorre tra interno ed esterno, grazie alla relazione che istituiscono con lo spazio domestico al quale forniscono la luce.
Anche se Muthesius non può essere collocato tra i grandi innovatori dell’architettura moderna la sua opera è stata portatrice ed espressione concreta di valori sociali e pedagocici che preannunciano l’avvento di un nuovo e più consapevole modo di interpretare il lavoro dell’architetto.
- Vista del fronte principale di Casa Freudenberg.
- Planimetria generale. In evidenza la sagoma “ad angolo” dell’edificio che sembra idealmente abbracciare il visitatore man mano che si avvicina all’ingresso.
- I piani del sottotetto.
- La grande hall a doppia altezza. L’ambiente principale dell’abitazione è l’atrio e le finestre rientrate lungo le rampe delle scale che collegano i piani e che si vedono dalla cucina e permettono dalle di spaziare sul sottostante giardino.

